domenica 16 settembre 2007

Pensieri sparsi du Sibiu

Ricordando l'esperienza vissuta a Graz, pur consapevole che il contesto geografico-sociale era diverso e forse anche per questo, ero motivata ed ansiosa di capire se nel resto d'Europa ( credo che in Italia vi sia stata una relativa realizzazione dei progetti proposti a Graz) si erano fatti passi avanti nel difficle e forse anche impossibile cammino nell'essere chiesa unica pur nelle diversità.
Sono stata molto attenta, ho seguito e poi riletto la maggior parte degli interventi, ma se fossi stata davanti ad un computer in collegamento con Internet,la differenza sarebbe stata minima.
Le esposizioni se pur di "nomi"
famosi, erano dotte, roboanti ma sempre le stesse nei contenuti, niente di nuovo, nessuno sforzo per "lavorare" e sottolineo lavorare insieme operativamente con una progettualità oltre che con parole.
Noi deputati/e abbiamo fatto le "belle statuine", siamo riusciti/e a muoverci solo per pochi minuti per la realizzazione del documento finale che per altro non ci è ancora pervenuto nella stesura definitiva dopo il giallo di frasi inserite senza votazione e correttamente constestate; sembrava un tiro alla fune..vediamo chi vince.
Anche la possibilità di esercitare il nostro mandato di delegati/e è stato ridotto ai minimi termini; certo in tanti non si può intervenire tutti, ma almeno tener conto degli interventi senza la sintesi interpretativa dei relatori, questo sì. Pensavo che essendo la nostra presenza maggiore rispettto a Graz,ci fosse molta più partecipazione e democrazia ma ciò non si è verificato; ho vissuto la sensazione di essere blindata, condotta.
Ci sono stati comunque momenti di condivisione autentica,ma non quelli istituzionali ( al di fuori dei momenti di preghiera e di riflessione biblica),come quando la domenica mattina nella piazza principale, dopo la cerimonia di conclusione, la gente, tanta, che riempiva la piazza,si è avvicinata a noi ed alcuni ci hanno baciato ( le mani),abbracciato e piangendo ci hanno chiesto di tornare esclamando "unitade" dandoci il loro indirizzo e senza che nessuno lo avesse organizzato ci siamo trovati a formare un cerchio sempre più largo, sempre più largo fino a circondare
la piazza ripetendo "unitade".
Questo per me è stato uno dei messaggi più significativi ma anche quello che mi ha riportato alla partenza: sì unitade..ma come ? perche? con chi?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

è stato positivo che ci sia stata Sibiu,ma il problema è che alcuni temi fondanti per la fede oggi,quali quello della laicità o del ruolo delle donne nelle diverse chiese e nella società non siano stati proprio presi in considerazione per me significa un allineamento alle idee del vaticano.Il dialogo ecumenico deve però continuare perchè altrimenti faremmo il gioco dei reazionari romani e perchè fatti come quello raccontato delle persone in piazza che dicevano unitade,sono frequenti tra i semplici credenti.Io stessa quest'estate sono stata a Chianciano terme al convegno del SAE e mi sono trovata benissimo,il problema e con le gerarchie non con la base sia cattolica che ortodossa.
Cia,
Concetta Melchiorre

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